Studio Italia

Ciao Stefano!

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È con enorme tristezza che comunichiamo a tutti voi che il 30 marzo 2021 il nostro amico-collega Stefano Medica dopo giorni di lotta all'età di 59 anni tragicamente è scomparso per Covid-19.

Stefano dal 1994 teneva presso STUDIO ITALIA di Budapest corsi di lingua, di conversazione, di geografia, di cultura italiana, di storia contemporanea e di preparazione all’esame di lingua italiana dell’Università per Stranieri di Siena (CILS).
Presso la stessa scuola era insegnante-responsabile del corso d’interpretariato agli studenti del corso triennale per traduttori e interpreti propedeutico all’esame per interpreti della Camera di Commercio Italiana in Ungheria e all’esame dell’Università di Debrecen.

 

Altre attività lavorative come insegnante di italiano LS 


Da settembre 2012 a giungo 2014 insegnante e lettore presso il liceo Tamási Áron Általános Iskola és Német Kéttannyelvű Nemzetiségi Gimnázium di Budapest.

Da settembre 2011 a gennaio 2012 insegnante di italiano e geografia presso la scuola elementare e media Újlaki Általános Iskola di Budapest.

Dal 2007 al 2011 lettore, insegnante di lingua italiana presso la scuola media superiore II. Rákóczi Ferenc Közgazdasági Szakközépiskola di Budapest.

Nel 2010 lettore ed insegnante presso l’Università ELTE al Dipartimento Traduttori e Interpreti

Dal 2004 al 2010 lettore ed insegnante di lingua italiana presso il dipartimento di italianistica del Politecnico di Budapest BME

Dal 2004 al 2005 lettore presso l’Istituto Superiore Internazionale per traduttori ed interpreti del Politecnico di Budapest BME.

Dal 2003 al 2004 insegnante di geografia al Liceo bilingue Szent László di Budapest.

Nel 2001 lettore presso il dipartimento di italianistica dell’Università Cattolica Pázmány Péter di Piliscsaba.

Dal 1997 al 2007 insegnante di matematica, scienze e geografia presso la scuola media italiana di Budapest.

Dal 1995 al 2002 insegnante di lingua italiana presso il liceo Alternatív Közgazdasági Gimnázium di Budapest.

Dal 1995 al 1998 insegnante di lingua italiana al liceo Teleki Blanka di Budapest

Condoglianze alla famiglia in lutto!

Ciao Stefano! Ti porteremo sempre nei nostri cuori...

 

Gli amici e colleghi di Studio Italia

 

I ricordi per Stefano

 

„Il mio amico è morto – questo è il problema…”

„Умер друг у меня — вот какая беда…”

(poesia di Konstantin Simonov)
( Salusinszky Gábor)

 

Stefano, ti conosco da quando conosco Studio Italia, cioè da sempre. Arrivi in sala docenti, saluti, tiri fuori il solito panino dalla solita borsa e ti metti seduto davanti al computer, di fronte a me. Lavoriamo, chiacchieriamo, lavoriamo, chiacchieriamo. Poi uno di noi deve andare a lezione. Scene di rassicurante quotidianità.

Mi mancherai tanto.
(Csernussi Mónika)

 

Ciao Stefano,

collega serio e coscienzioso, sempre responsabile, attento e preparatissimo, ma anche molto modesto, comprensivo e paziente. Ho avuto la fortuna di lavorare con Te e mi mancherà moltissimo la tua confortante presenza in aula. Grazie per avermi insegnato così tanto. Ti auguro buon viaggio verso l’eternità.
(Wallendums Tünde)

 

Caro Stefano, beh, si può ben dire che c’è una cosa che ci accomuna: quello di essere ambedue dei pezzi d’antiquariato della scuola. Ti conosco dagli inizi del lavoro allo Studio Italia. Il nostro rapporto non è mai stato molto stretto, ma è sempre stato caloroso. In particolare conservo il ricordo di due momenti che hanno impresso per sempre nella mia mente le espressioni tipiche del tuo volto: mi riaffiora spesso la tua perplessità quando mi chiedesti di tradurre in ungherese l’infinito passato di un verbo prima di affrontare una tua lezione. Quasi ti scandalizzavi quando ti dicevo che era impossibile tradurre un infinito passato a sé stante. Con lo stesso sdegno pronunciavi la parola „egyeni vallalkozo” quando ti lamentavi di certe realtà ungheresi. Questi rimangono per me dei ricordi nitidi e indelebili di te. Che Dio dia pace alla tua anima!
(Horváth T. Krisztina)

 

Conosco Stefano da sette anni. Abbiamo parlato o ci siamo visti quasi tutti i giorni alla scuola, gli organizzavo le lezioni. Avevamo diversi rituali quotidiani su cui ci ridevamo. Arrivava a scuola e mi domandava:

- Ciao! Aula 5?

Perché per le lezioni individuali utilizzavamo la piccola aula 5 che è diventata ormai la sua in questi anni.

Più volte ha avuto problemi con la fotocopiatrice, una volta è venuto da me dicendo:

- La fotocopiatrice non funziona.

Gli ho chiesto: - Perché? Non c’è carta?

E lui: - No, c’è carta, dice che: ”Nincs festék”. – ha detto così in ungherese.

E quando mi veniva a chiedere qualcosa mi diceva sempre che ci sarebbero state due cose che mi avrebbe voluto poi chiedermi.

E cominciava così: Due cose…, poi indicava pure con il dito che viene la prima domanda.

Stefano, non ti dimenticherò mai! Mi avevi raccontato talmente tanto di Genova che ti prometto di andare a visitarla!
(Joannovics Judit)

 

Stefano era tante cose, cose diverse per ognuno di noi, cose positive per tutti noi. Per me Stefano inizialmente era un connazionale, un connazionale che però immediatamente è diventato un collega, di cui ricordo con piacere e con una nota di malinconia la voce poderosa che si sentiva risuonare in tutta la scuola. Questo collega è diventato molto presto anche un amico, una persona che stimavo molto sia umanamente sia professionalmente e che, mi sento di dire, ricambiava questo sentimento. Un amico-collega con cui mi mancherà conversare, con cui avevamo molti interessi e passioni comuni, con cui chiacchieravamo per ore (quanto amava chiacchierare!) di argomenti seri o leggeri, ma sempre trovando uno scambio onesto di idee e un punto di vista prezioso, frutto di una persona che amava riflettere sul mondo e che non aveva mai pensieri semplici o banali.

Stefano mi mancherà.
(Edoardo Mascheroni)

 

Conosco Stefano dal 2002, quando al corso di interpreti dove era il mio professore all’improvviso da sua studentessa ero diventata la sua collega. Ho imparato tantissimo da lui che oltre ad essere molto intelligente, di ampie vedute, aggiornatissimo era sempre preparato, cordiale, amichevole. Siamo diventati ormai una “coppia inseparabile”, ci capivamo al volo. Mi aiutava prontamente anche se avevo delle incertezze nel tradurre. Ho “vissuto” con lui la nascita di sua figlia, la perdita dei suoi genitori. Prima delle nostre lezioni da bravi ipocondriaci ci raccontavamo i nostri attuali acciacchi. Era stato Stefano ad avermi prestato un romanzo il cui autore è diventato poi il mio scrittore preferito. Durante le lezioni di traduzione si parlava di tutto: sapevo dei figli, del suo giardino, dei pomodori, del basilico, dei limoni, della sua giovinezza passata a Nervi e delle tradizioni ligure, dell’amore per le auto d’epoca e per la letteratura e per le geologia,. Due settimane fa abbiamo ancora fatto la nostra lezione online, ma ora non c’è più, se ne è andato lasciandoci un vuoto incolmabile. Riposa in pace.
(Tóth Gabi)

 

Era un collega molto corretto e una persona squisitamente discreta.
(Daniela Iafelice)

 

Era un buon collega, un uomo eccezionale dal cuore grande, un buon amico. Mi si spezza il cuore.
(Csuvár Erzsébet)

 

Ciao Stefano, il tuo ricordo rimarrà nei nostri cuori
(David Loyola)

 

Anche noi eravamo amici, conoscevo anche la sua famiglia. Era sempre molto disponibile, gentile: abbiamo perso una brava persona e un insegnante veramente capace... le mie più sentite condoglianze alla famiglia.
(Papp Eszter)

 

R.I.P. Ho frequentato il suo corso per interpreti tanti anni fa, è stato un ottimo insegnante.
(Bankó Orsolya)

 

De Andrè è stato il cantautore preferito di Stefano.

Oggi ascolto questa canzone. Ciao Stefano!

(Albert Ági)

Con questo articolo del 1999 tratto dal giornalino 'Noi di Studio Italia' vogliamo ricordare e raccontare del collega Stefano Medica.
Ezzel az 1999-es 'Noi di Studio Italia' újságban megjelent cikkel szeretnénk Stefano Medica kollégánkról megemlékezni.